Industrie delle Bevande

         

Presentata la prossima edizione di Simei

 

La 28ª edizione di Simei (19-22 novembre 2019 a Milano  Fiera - Rho) si rinnova e rappresenta una svolta per diventare una vera e propria fiera “globale” di tecnologie, prodotti e accessori per l’enologia con una maggiore apertu ra a filiere merceologiche affini al vino.
Dopo la scorsa edizione, che si è tenuta a Monaco di Baviera in concomitanza con Drinktec, Simei torna in Italia, dove sarà un appuntamento fisso, con cadenza biennale, portando con sé forti prospettive di crescita e grandi novità.
Parola d’ordine di questa nuova edizione è “incoming”, progetto che nel 2017 ha portato al SIMEI oltre 150 delegati da tutto il mondo e che verrà potenziato per questa nuova edizione attraverso un forte impiego di energie e risorse di promozione internazionale anche grazie a Simest, società del Gruppo Cassa depositi e prestiti che sostiene la crescita delle imprese italiane. Obiettivo: raddoppiare la presenza di buyer, operatori e produttori provenienti da tutte le regioni viticole mondiali, al fine di sviluppare nuove collaborazioni con le istituzioni pubbliche e le associazioni di rappresentanza dei produttori e i professionisti della vitivinicoltura anche a livello internazionale.
Altra novità dell’edizione 2019, pur mantenendo la propria “verticalità” sul mondo del vino, è l’apertura a quelle filiere produttive, quali l’olio, le birre artigianali e non e gli alcolici che, con l’enologia, condividono sempre di più processi, pratiche produttive e, quindi, tecnologie, prodotti e accessori. La globalizzazione dei consumi, ma anche delle produzioni ha spinto a rivedere l’impianto generale di SIMEI, estendendolo a settori produttivi del “liquid food”, ma soprattutto allargando in maniera sistematica e organizzata la strategia promozionale della fiera verso un orizzonte internazionale.
Nella nuova strategia della fiera rientra, infatti, anche l’associazione di categoria delle imprese della  filiera tecnologica dei prodotti ed accessori per l’enologia, ANFORMAPE che ha presentato un nuovo e ambizioso piano di attività rivolto alle imprese del settore.

Premiata la sostenibilità

 

Il Gruppo Amorim è la prima azienda al mondo nella produzione di tappi in sughero, in grado di coprire da sola il 40% del mercato mondiale di questo comparto, e il 26% del mercato globale di chiusure per vino; conta 22 filiali distribuite nei principali Paesi produttori di vino dei cinque continenti.
Amorim Cork Italia si è confermata nel 2017 come la prima filiale al mondo per il sughero Amorim, inseguita da quella francese e dalle due aziende statunitensi con 57,8 milioni di euro di fatturato, oltre 561.000.000 di tappi venduti e un aumento del volume d’affari che sfiora il 13% rispetto all’anno precedente.
È aumentato il numero di clienti sul territorio nazionale, arrivato a superare le 2.700 cantine, che scelgono le chiusure dell’azienda; indiscusso protagonista del successo è stato NDtech, il nuovo tappo, dalla tecnologia unica al mondo, selezionato pezzo per pezzo con un esclusivo sistema di gascromatografia individuale, oltre alla richiesta del tappo da spumante, dove il Prosecco rimane il principale destinatario, e il consolidamento della posizione nel mondo delle bollicine classiche (Metodo Classico).
Risultati che hanno portato Amorim Cork Italia a scalare nettamente la classifica delle aziende Top 500 in provincia di Treviso, arrivando nel 2016 al 141° posto. Una grande ricchezza per il territorio italiano, alla luce di una sostenibilità che oltre che economica è sempre più anche sociale e ambientale. Dall’uguaglianza della forza lavoro, con un equo 50% di donne e 50% di uomini, allo sviluppo del progetto Etico per il recupero e riciclo dei tappi usati, passando attraverso Eticork, iniziativa che valorizza e riconosce le aziende vitivinicole che tutelano l’ambiente con la loro attività, il sostegno al territorio e alla natura è il valore aggiunto di Amorim Cork Italia, che si dimostra sempre più attenta e sensibile. Una filosofia entrata da anni anche in azienda, con un concetto di welfare che continua a scommettere sulla formazione dei suoi dipendenti. Dopo il corso di inglese, l’azienda ha messo a disposizione di tutti i collaboratori il corso di 1º livello Sommelier FISAR.
Amorim Cork Italia oggi conta ben 77 persone tra 42 professionisti in azienda e 35 agenti della forza vendita. Un successo che di anno in anno si ripete e aumenta esponenzialmente, un risultato anche per questo 2017, che è la somma di tanti fattori e porta l’azienda ad essere reputata il partner più affidabile presente sul mercato.

 

amorim cork

La sede di Amorim Cork Italia.

Taglio dei dazi di importazione sulle macchine in Brasile

 

È recentemente entrata in vigore la decisione della Camera del commercio estero brasiliana (Camex) di azzerare le tasse di importazione applicabili a un certo numero di macchine e attrezzature industriali, per cui 4.903 macchinari prima soggetti a una tassa di importazione del 2% (approvata nel 2016 e nel 2017) passeranno allo 0%, senza effetti retroattivi.
Di questi, 4.552 sono beni strumentali e 351 sono informatici e di telecomunicazione. Beneficeranno del taglio attrezzature mediche e ospedaliere, elettroniche, ricambi auto, macchine alimentari e per il packaging.
Secondo la Camex, la nuova regola si applica solo alle macchine e alle attrezzature che non sono state internalizzate (cioè non sono state prodotte in Brasile). I prossimi elenchi tariffari includeranno già la riduzione del tasso dal 2 allo 0%.
Il provvedimento è stato preso perché il governo ritiene estremamente importante ridurre il costo degli investimenti produttivi in Brasile al fine di creare più posti di lavoro e stimolare la ripresa economica. Le nuove liste tariffarie allo 0% dovrebbero contribuire a portare nel Paese investimenti per 3,1 miliardi di dollari.

Novità libraria
INGEGNERIA ALIMENTARE
G. Ferretti - R. Rizzo - G. Vignali - XIV + 1069 pag. - illustrato - Edito da Chiriotti Editori
(disponibile QUI)
Rilegato - 2017 - Prezzo € 85,00 - ISBN: 978-88-96027-34-9

 

Con la pubblicazione di questo testo dedicato all’ingegneria alimentare, gli autori offrono il loro punto di vista e la propria trentennale esperienza nell’ambito dell’ingegneria impiantistica, nella convinzione che tutti i sistemi impiantistici poggino su basi logico-tecniche comuni, cosa che consente la reciproca «mutuazione» di interi apparati, sezioni e comparti, definibili sottosistemi, da un sistema all’altro. Il sistema impiantistico alimentare, che si occupa della trasformazione, dell’industrializzazione e della distribuzione degli alimenti (di origine minerale, agricola, zootecnica e di sintesi), rispetto agli altri sistemi impiantistici presenta una complessità particolare, perché tratta per lo più di materie e materiali organici, spesso a bassa durabilità, ai quali tuttavia devono essere assicurati il mantenimento dei principi nutrizionali e delle qualità organolettiche iniziali per tempi generalmente molto lunghi, in tutti gli stadi della loro filiera, articolata e complessa, che parte dalla individuazione della loro disponibilità sui mercati nazionali ed internazionali, passa attraverso la lavorazione industriale e si conclude con la disponibilità al consumo su un mercato ampiamente interconnesso. Obiettivo dell’opera è che le scienze tecnologiche attuali, delle quali si dà qui ampia testimonianza, possano aiutare gli specialisti del settore a sostenere l’attuale civiltà-industriale nel continuare l’opera di quella rurale-artigianale, individuando e fissando il punto fermo d’equilibrio che consentirà ai fruitori delle risorse di integrare giorno dopo giorno, anno dopo anno, ciclo dopo ciclo, ciò che consumeranno. La prima parte del testo è dedicata ai criteri di progettazione igienica degli stabilimenti alimentari e si compone di tre capitoli: i fondamenti dell’ingegneria alimentare; criteri ubicazionali per le industrie alimentari, plant layout di una fabbrica alimentare. La seconda si sofferma su materie, prodotti e tecniche di corrente impiego nelle industrie alimentari (acqua; liquidi di governo, bevande e sciroppi; trattamento igienico dei contenitori attraverso l’impiego di lavatrici, sciacquatrici e sterilizzatrici), mentre la terza illustra le operazioni fondamentali nella fabbricazione degli alimenti confezionati, in particolare quelle basilari nella preparazione e nella fabbricazione industriale degli alimenti e il loro confezionamento, con riferimento alla realizzazione di una linea completa. La quarta parte si occupa di processi logistici e tipologie di riferimento di alcune produzioni alimentari (logistica interna degli stabilimenti alimentari; processi logistici della supply chain alimentare; l’industria vinicola; birraria; lattiero-casearia, con il caso del Parmigiano Reggiano; l’industria delle conserve vegetali e del pomodoro nello specifico; il caso del prosciutto nell’ambito dei prodotti carnei e delle conserve animali; gli impianti dell’industria molitoria e cerealicola; la pasta). La quinta ed ultima parte fornisce infine utili elementi di economia e management dell’industria alimentare (studi di fattibilità nell’industria alimentare; valutazione degli investimenti e prospettive economiche sull’evoluzione dell’industria alimentare). 

 

Gli autori del volume “Ingegneria Alimentare” insieme al neo rettore dell’Università di Parma Paolo Andrei (a sinistra) durante la presentazione del libro.

IB 18 01

DECRETO 9 maggio 2019, n. 72 Regolamento recante l'aggiornamento al decreto del Ministro della sanita' 21 marzo 1973, recante: «Disciplina igienica degli imballaggi, recipienti, utensili, destinati a venire in contatto con le sostanze alimentari o con sostanze d'uso personale», limitatamente agli a...

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