Mangimi composti: aumenta la produzione 2017 nella Ue

 

Fefac, la federazione che rappresenta i produttori europei dei mangimi composti, ha pubblicato la sua usuale relazione annuale 2017-2018, che descrive le iniziative messe in atto nel corso dell’ultimo anno e il punto di vista della federazione sugli argomenti più rilevanti per l'industria mangimistica europea.
Il rapporto fornisce una panoramica delle azioni adottate dalla federazione nel periodo 2017-2018 e le posizioni assunte da Fefac sugli argomenti di maggior interesse per l’industria mangimistica. Ciò include la pubblicazione del documento: “PEFCR Feed for Food-Producing Animals”, che illustra la metodologia da seguire per definire l'impronta ambientale della produzione dei mangimi, l’aggiornamento dei livelli massimi di rame dietetico consentiti negli alimenti per suini, l'accordo politico sui mangimi medicati e il ruolo dell'alimentazione animale nell'ambito del prossimo “Piano europeo delle proteine”.
La relazione contiene anche un breve riassunto della 63a Assemblea generale Fefac, che si è svolta il 20 e 21 giugno 2018 a Lione (Francia), durante la quale è stato discusso il ruolo dell'alimentazione animale nella gestione ottimale della salute del bestiame.

 

Andamento del comparto mangimistico Ue nel 2017


La sezione centrale del rapporto annuale contiene una selezione delle statistiche elaborate nel 2017 relative alla produzione di mangimi composti. Dai dati risulta che il bestiame dell’UE-28 sono stati alimentati con 488 milioni di tonnellate di mangimi, di cui la metà è costituita da foraggio grezzo autoprodotto dagli allevatori, il 10% viene realizzato con i cereali prodotti in azienda, un altro 10% sono materie prime acquistate e il 30% sono mangimi industriali composti.
La produzione di mangimi composti nell'UE-28 è aumentata dell'1,5% nel 2017. I mangimi per bovini, pollame e suini hanno subito una crescita della produzione rispettivamente di +3,6, +1,4 e +1%.
Nonostante le grandi variazioni dei prezzi dei mangimi negli ultimi anni, la proporzione di materie prime per categoria è rimasta relativamente stabile (50% per i cereali, 11,5% per i sottoprodotti dell'industria alimentare e del bioetanolo).
Dalla riforma di Mac Sharry del 1991, il tasso medio di inclusione dei cereali è aumentato dal 32% al 50% ed è proprio per questo che il bestiame dell'Ue è di gran lunga lo sbocco più importante per i cereali prodotti nell'Ue con il 61% del consumo interno.

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