R.I.V.E. rilancia e si sposta negli anni pari

 

Il debutto di R.I.V.E. (lo scorso dicembre) ha registrato il consenso degli espositori che hanno giudicato molto alta la qualità dei contatti avuti nei tre giorni di fiera. Cinque padiglioni espositivi su 17.000 m2 coperti, 120 espositori con circa 200 marchi rappresentati, tre sale convegni e 20 eventi: ecco alcune delle cifre che descrivono un esordio più che positivo, che proietta la manifestazione direttamente alla prossima edizione. Il presidente di Pordenone Fiere, Renato Pujatti, ha confermato l’impegno dell’ente a trasformare questo appuntamento in un evento internazionale mantenendo la biennalità negli anni pari, in modo da non avere la sovrapposizione con SITEVI, la fiera di filiera di Montpellier, in Francia, programmata negli anni dispari. La prossima edizione sarà dal 27 al 29 novembre 2018. Nell’ultima giornata di R.I.V.E. sono stati due i momenti salienti: da una parte la firma di uno storico accordo tra le università e gli istituti di ricerca del Triveneto che ha coinvolto le Università degli studi di Padova, Verona e Udine, la Libera Università di Bolzano, l’IGA di Udine, la FEM di San Michele all’Adige e il CREA di Conegliano. La ricerca verterà sui temi del rinnovo della piattaforma varietale e del miglioramento delle tecniche di coltivazione della vite, con l’obiettivo primario di ridurre l’impatto ambientale. L’accordo è preliminare a una raccolta di fondi che vedrà tutti gli stakeholder, pubblici e privati, coinvolti nel finanziamento di un piano di lavoro di durata quinquennale. Dall’altra la presentazione in anteprima, nel corso del convegno “Da FVG a FRG. Il futuro del FVG passa dal futuro della ribolla gialla” dei dati sull’export italiano e di un report specificamente tarato sulla Ribolla Gialla, il tutto da elaborazioni di Nomisma Wine Monitor. Il 2017 – ha spiegato Denis Pantini, responsabile di Wine Monitor per Nomisma – si chiuderà con una ripresa dei consumi interni e una crescita dell’export intorno al 6%, che ci avvicinerà ai 6 miliardi, pur senza superarli. A settembre 2017 il consumo di vino in GDO è cresciuto del 3% a valore e dell’1,2% in volume: questo riflette concretamente la ripresa economica che sta interessando il nostro Paese. Continua la flessione dei consumi in Italia, con alcuni prodotti in netta controtendenza, tra cui gli spumanti, con il Prosecco in testa, e in generale vini bianchi, tra cui l’emergente promessa della Ribolla Gialla, che nel 2016 ha registrato una crescita del 31% nelle vendite nella GDO, risultando la prima denominazione in Italia, e il trend di crescita continua serrato anche nel 2017. Proprio su questo vitigno e sul vino che se ne produce Wine Monitor ha presentato in anteprima a R.I.V.E. uno studio mirato a capire il posizionamento del prodotto sul mercato italiano, analizzandolo sia dal lato del consumatore, sia da quello del ristoratore. I risultati sono a dir poco lusinghieri nei confronti della Ribolla Gialla che risulta il vino preferito da millennials (18-35) e generazione X (35-55), ossia le fasce che sosterranno il consumo di vino nei prossimi anni.

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