L’andamento del comparto molitorio italiano nel 2015

 

Nell’ambito dell’assemblea generale annuale di Italmopa – l’Associazione Industriali Mugnai d’Italia, aderente a Confindustria e Federalimentare – sono stati presentati i dati relativi all’andamento del comparto nel 2015.
L’industria molitoria italiana, un settore che, nonostante il periodo di crisi, era riuscito a mantenersi stabile, ha conosciuto un 2015 particolarmente complicato. «Nel 2015, l’Industria molitoria italiana ha registrato un leggero andamento negativo, con una riduzione dei volumi produttivi di circa il 2% rispetto al 2014 – ha difatti affermato Ivano Vacondio –. Una percentuale comunque significativa per un comparto tradizionalmente caratterizzato da una ridotta elasticità della domanda. La flessione, verificatasi anche negli anni precedenti, dei consumi interni di pane, da un lato, e di pasta, dall’altro lato, risulta ormai allarmante. Essa, purtroppo, è anche riconducibile alla riduzione dei consumi di carboidrati o di alcune tipologie di sfarinati dovuta a un’informazione non sempre corretta e certamente non supportata da evidenze scientifiche». Si stanno, infatti, oggi sempre più diffondendo tendenze dietologiche che tendono a ridurre i consumi di prodotti ottenuti dalla trasformazione del frumento. Nulla di più sbagliato, come hanno più volte sostenuto i nutrizionisti ed evidenziato studi clinici internazionali. Mode passeggere ed informazioni superficiali stanno cambiando le abitudini alimentari degli italiani, danneggiando dall’interno uno dei settori più rappresentativi dell’agroalimentare nazionale.
Secondo i dati Italmopa, il volume complessivo dei prodotti dell’industria molitoria italiana si può valutare, nel 2015, in circa 10.955.000 t.
Per quanto concerne l’approvvigionamento dell’industria molitoria nazionale, i volumi produttivi avrebbero raggiunto, nel 2015, e secondo le stime Istat, un livello pari a 4.481.116 t per il frumento duro (4.120.963 t nel 2014) e 3.006.348 t per il frumento tenero (3.123.016 t nel 2014). Complessivamente, la produzione nazionale di frumento – peraltro non totalmente destinata all’industria molitoria – si conferma su livelli insufficienti a coprire le esigenze quantitative, ma anche qualitative, dell’industria della prima trasformazione che possono pertanto essere garantite attraverso l’indispensabile ricorso alle importazioni di materia prima.
La notizia completa è pubblicata su Tecnica Molitoria di giugno.

 

 

 

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